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| 28 apr 2023 | 21:11

Accoglienza migranti: la Giunta Fugatti ha smantellato un modello che ora il Governo promuove. Ianeselli: ''La Pat rifletta, non si gestisce per fini elettorali questo fenomeno"

Il sistema di accoglienza che era riuscito a mettere in piedi il Trentino negli anni era diventato d'esempio per molti altri territori. E' stato un modello unico nel suo genere che la Giunta Fugatti ha smantellato. Nelle scorse ore il ministro Piantedosi ha chiesto di favorire un'accoglienza diffusa dei migranti escludendo categoricamente la nascita di grandi strutture. Una strada opposta a quella scelta dalla Giunta leghista in Trentino che ha concentrato l'accoglienza quasi totalmente sulla città di Trento 

Accoglienza migranti: la Giunta Fugatti ha smantellato un modello che ora il Governo promuove

TRENTO. “Dal nazionale arriva l'invito all'accoglienza diffusa, ora la Provincia ci rifletta perché in questi anni ha fatto tutto all'opposto”. Usa poche parole il sindaco di Trento Franco Ianeselli per commentare la linea del Governo che è emersa in Conferenza delle Regioni (QUI L'ARTICOLO).

 

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della riunione insieme al ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, e il commissario per l'emergenza immigrazione, Valerio Valenti, si è confrontato sulla primissima accoglienza in Calabria e Sicilia, e sul favorire un'accoglienza diffusa dei migranti attraverso i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e il Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai), escludendo categoricamente la nascita di grandi strutture.

 

Un sistema di accoglienza sul territorio e di integrazione con il protagonismo anche delle valli che negli anni passati era presente in Trentino e poi purtroppo è tramontato. "Quando siamo entrati in carica c’era un sistema di accoglienza molto forte con risorse spese per l’integrazione e corsi di lingua, noi lo abbiamo molto ridotto per scelta politica” ha detto detto più volte il governatore Fugatti. E cosa è successo? Che l'accoglienza è stata concentrata solo in città con conseguente peso sui servizi rendendone difficile la gestione.

 

Eppure il sistema di accoglienza che era riuscito a mettere in piedi il Trentino negli anni era diventato d'esempio per molte altri territorio. E' stato un modello unico nel suo genere che la Giunta Fugatti ha smantellato e che orgogliosamente lo ha rivendicato. Sono state spazzate via quelle buone passi che hanno permesso di ottenere ricadute positive per richiedenti asilo e comunità ospitanti.

 

Negli anni scorsi una ricerca dal titolo “L’impatto economico e sociale del sistema di accoglienza in Trentino: uno studio esplorativo”, pubblicato dalla Fondazione Migrantes della Cei, commissionato ad Euricse da Arcobaleno ScsS, Associazione Centro Astalli Trento, Atas del Trentino, Cgil del Trentino, Kaleidoscopio Scs, aveva mostrato come per ogni euro speso per l’accoglienza ha generato quasi il doppio di valore per l’economia locale (1,96 euro), pari a 9,4 milioni di euro nel 2016.

 

In Trentino, fino all’entrata in vigore del Decreto Sicurezza e Immigrazione del 2018, esisteva un sistema di accoglienza basato sul coordinamento da parte di Cinformi di circa 20 enti gestori, per lo più organizzazioni del Terzo settore. Il numero di territori comunali interessati dall’accoglienza straordinaria si è ampliato negli anni passando dai 42 comuni nel 2016 ai 69 a fine 2018. Nel 2018 visto il calo del numero di richieste di asilo sul territorio nazionale, anche in Trentino c’è stata una conseguente riduzione di persone accolte e una diminuzione delle strutture ospitanti (84 strutture nel 2019 contro le 170 del 2018).

 

I principali cambiamenti introdotti dai decreti sicurezza e l'arrivo alla guida della Pat della Lega hanno inflitto un duro colpo al sistema di accoglienza e alla inclusione dei migranti. Ci sono stati tagli e a fronte di un risparmio di spesa, i costi diretti e indiretti generati dalla riduzione dei servizi di accoglienza, orientamento al lavoro e integrazione hanno superato di gran lunga i benefici. Basti pensare al peso che hanno dovuto affrontare le strutture di prima accoglienza per la città di Trento.

 

“Da un lato c'è da parte del Governo la decisione sbagliata – spiega il sindaco Franco Ianeselli – del superamento del permesso di soggiorno speciale per i richiedenti asilo con la conseguenza di una maggiore presenza irregolare e le difficoltà di inserimento. Dall'altro si è notato ora l'appellarsi all'accoglienza diffusa che è il contrario di quello fatto dalla Provincia”.

 

Una linea, questa, come spiega dal sindaco, non seguita negli ultimi anni dalla Provincia che “Non ha accolto e quello che doveva accogliere lo ha fatto concentrando tutto sulla città di Trento” di certo non aiutando l'integrazione creando non poche difficoltà. Questo lo si può vedere anche in queste settimane, spiega sempre Ianeselli, in cui assistiamo ad un aumento degli arrivi soprattutto dalla rotta balcanica.

 

“E' stato accettato il commissario per i migranti, io ho più volte ribadito che si poteva esercitare una possibilità di autonomia, ma visto che ci siamo adeguati ai dettami nazionali ora che la Provincia si adegui anche all'accoglienza diffusa. E' una cosa giusta se l'obiettivo è quello di avere una gestione positiva del fenomeno. Diverso, invece, è voler prendere i voti delle valli andando a dire che non c'è nessun straniero e caricando tutto sulla città. Un gestione del fenomeno per fini elettorali”.

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